Le 10 regole principali dell’emergenza, cosa fare durante un terremoto

Anche stamattina, nel Centro Italia, c’è stata un’ondata sismica che ha fatto tremare le zone già colpite dai terremoti del 24 agosto e del 30 ottobre 2016. L’aggravante è che in molti di quei luoghi, negli ultimi giorni, è caduta molta neve, quindi emergenza nell’emergenza. Non c’è pace per quelle popolazioni duramente colpite, a cui – come sempre – va il nostro pensiero e la nostra vicinanza.

Ogni volta che c’è una forte scossa di terremoto, i media ed i blog si cimentano nel fare il decalogo delle cose da fare durante l’emergenza, come affrontare un terremoto dunque sembra poter essere studiato e pianificato. La realtà è che anche la persona più preparata e addestrata al mondo, nel momento in cui si trova nel pieno di un terremoto, agisce in modo irrazionale, cioè secondo il proprio istinto. Noi comprendiamo ciò ma pensiamo che la preparazione sia sempre da preferire rispetto all’improvvisazione.

A noi di Everyday Carry Italia sta a cuore l’educazione e la preparazione alla sopravvivenza, per affrontare le emergenze con prontezza e coraggio, così abbiamo pensato di elencare le 10 regole principali dell’emergenza, cioè vi vogliamo dire cosa fare durante un terremoto.

Non vogliamo scadere nel banale perciò ci concentreremo solo sulle regole principali, quelle più importanti.

(1) Come prima cosa dovremmo interessarci della classificazione sismica del comune e delle eventuali procedure da seguire in caso di emergenza da terremoto. Fermo restando che durante la fase clou del terremoto, si muove tutto e si può perdere l’orientamento e ovviamente la lucidità. È buona norma mettere gli oggetti personali più importanti sempre nello stesso posto in modo tale che possono essere trovati e presi facilmente prima di lasciare il luogo (ad esempio portafoglio, telefonino, torcia, borsello con documenti vari).

(2) Meglio sarebbe preparare un piccolo zaino (bug-out-bag) con all’interno tutto quello che si ritiene possa essere opportuno portarsi fuori casa se dovessimo lasciarla all’improvviso, come generi di prima necessità, materiale per il primo soccorso, batterie e fonti di energia, coperte, torce elettriche, power bank.

(3) Avere a casa o a lavoro una cassetta di pronto soccorso è di fondamentale importanza così come avere a disposizione un piccolo estintore. Non bisogna fare gli eroi e cercare di salvare casa se si ha l’opportunità di scappare e salvarsi la vita è sempre preferibile.

(4) Prima di lasciare il luogo e prima che termini la scossa di terremoto, si ritiene opportuno ripararsi nei punti strategici della casa. Bisogna per prima cosa individuare quali siano le pareti o le colonne portanti dell’edificio, quelle saranno con ogni probabilità, i punti più stabili e sicuri. Ripararsi sotto un tavolo può essere una buona idea, perché se anche vi cadesse qualcosa sopra (macerie), certamente avremmo una protezione che attutisce la caduta di materiale e potrebbe creare spiragli di spazio, per potersi muovere, e di aria, per poter respirare ed eventualmente aspettare i soccorsi. La logica vuole che al più presto comunque si debba lasciare l’edificio, perché non si può mai aver la sicurezza della sorte che ci spetta.

(5) Una raccomandazione è anche quella di fissare preventivamente librerie ed armadi a muro, per evitare che durante l’eventuale scossa questi possano caderci addosso (è stato dimostrato che la maggior parte degli infortuni durante i terremoti sono proprio attribuibili a mobili che cadono sulle persone oppure ad oggetti pesanti che sono stati posti in alto, su mobili e/o mensole.

(6) Prima di uscire di casa indossare sempre un paio di calzature, al fine di evitare di ferirsi calpestando calcinacci e vetri rotti. E’ fatto inoltre divieto assoluto di prendere l’ascensore che potrebbe non funzionare correttamente e quindi essere pericoloso oppure potrebbe bloccarsi. Se si deve scendere per le scale bisogna passare dalla parte della parete, cioè più lontano possibile dalla ringhiera.

(7) Una volta abbandonati gli edifici, bisogna allontanarsi da esse, perché nuove scosse potrebbero tornare e far cadere pezzi di muro, cornicioni o tegole. Bisogna stare lontani anche da linee elettriche e da impianti industriali in cui potrebbero verificarsi incendi.

(8) Stare lontani da spiagge sul mare, dai laghi e non sostare sopra ponti o pareti di montagna o terreni franosi.

(9) Sul luogo dell’epicentro e comunque nei luoghi colpiti fortemente dal terremoto e danneggiati si dovrebbe avere coscienza che usare in modo disinvolto il proprio telefono cellulare per fare un ampio giro di telefonate a parenti ed amici non va bene, bisogna invece lasciare le linee libere per chi ha bisogno di chiamare i soccorsi, cioè per coloro che hanno reale esigenza di chiamare. Lo stesso dicasi per l’uso delle automobili e delle principali strade e vie di scorrimento, che potrebbero servire per i mezzi di soccorso e di polizia.

(10) Dopo il sisma, si deve evitare di affollare i luoghi della calamità al solo fine di curiosare, perché oltre che essere pericoloso per sé stesso si è in questi casi solo di intralcio ai soccorritori.

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